La presidente uscente Ylenia Yotova ha vinto di misura il primo turno delle elezioni presidenziali in Bulgaria, e dovrà affrontare al ballottaggio fra una sola settimana il secondo classificato, il liberale europeista Andrey Ghiurov.
L’affluenza è stata veramente bassa, un record negativo, intorno al 22% e Yotova, l’ex vicepresidente di Rumen Radev, il quale in gennaio rassegnò a sorpresa le dimissioni per correre da premier con un nuovo partito anti-corruzione di stampo populista e tendenzialmente filorusso, dovrà conseguire il 50% dei voti con un’affluenza superiore al 50%: compito che pare complesso.
I dati pubblicati finora assegnano il 35,3% dei voti a Yotova, sostenuta dal premier Radev e dal suo partito Bulgaria Progressista.
Ghiurov, appoggiato dagli europeisti liberali di Bulgaria Democratica alleati con il partito ‘Continuiamo il Cambiamento’ (Pp) ha raccolto il 32,4% delle preferenze. Numeri alla mano, le agenzie demoscopiche hanno fatto fiasco nei giorni scorsi, dando la vittoria schiacciante alla Yotova di quasi il doppio delle percentuali rispetto a Ghiurov. Gli esperti delle agenzie sociologiche spiegano la bassa affluenza alle urne con un clima di incertezza sociale e economica. Dopo l’ingresso della Bulgaria nell’Eurozona, il primo gennaio scorso e a causa delle turbolenze nel settore dell’energia, il Paese è afflitto da un forte rincaro di generi alimentari, servizi e tariffe per il riscaldamento nell’imminente stagione invernale. Secondo le stime più ottimiste l’inflazione nel 2026 arriverebbe a oltre il 5%.
Sul versante della politica estera e della guerra in Ucraina, il governo Radev e assai titubante, anche se Sofia appoggia tutte le iniziative a livello europeo a sostegno di Kiev. Nei sondaggi demoscopici la maggior parte degli intervistati (47,7%) sostiene un approccio basato sulla lealtà verso i partner europei, ma anche sulla tutela degli interessi nazionali. Allo stesso tempo, il 36,4% preferisce che il Paese sia guidato esclusivamente dai propri interessi, mentre solo il 10,5% ritiene che la Bulgaria debba seguire unicamente le decisioni delle istituzioni europee.