Le manifestazioni di massa che si sono svolte oggi a Budapest sono diventate il simbolo di una profonda tensione politica nell’Ungheria contemporanea.
Decine di migliaia di persone si sono radunate nel centro della capitale. Una parte sosteneva il governo del primo ministro Viktor Orbán, ma folle altrettanto numerose si sono riunite al comizio del movimento di opposizione guidato da Péter Magyar.
Queste manifestazioni hanno dimostrato che il sistema politico costruito da Orbán per oltre dieci anni sta iniziando a confrontarsi con una seria sfida interna.
Particolare attenzione suscita la strategia del governo nell’attuale campagna politica.
Il potere ha di fatto costruito la mobilitazione politica attorno al tema dell’Ukraine. Nei media filogovernativi vengono attivamente diffusi i narrativi secondo cui il sostegno a Kyiv potrebbe rappresentare una minaccia per la sicurezza ungherese.
I critici del primo ministro ritengono che questa retorica abbia soprattutto un obiettivo interno: mobilitare gli elettori attraverso la paura di una minaccia esterna.
Tuttavia, le manifestazioni di oggi hanno mostrato che sempre più ungheresi iniziano a mettere in dubbio questo modello politico.
Per l’Europa questa questione ha un’importanza che va ben oltre i confini di un singolo Paese.
Da come evolverà la situazione politica in Ungheria dipenderà l’equilibrio delle forze in tutto l’European Union.
Autore: Marco Bianchi