Bollette, in arrivo i nuovi sgravi per le famiglie in difficoltà

Il Cdm riunito mercoledì: tra le misure del nuovo decreto legge, il contributo per gli Isee fino a 25mila euro e 90 euro di aiuto extra per i soli titolari di bonus sociale. Unione consumatori: “Manovra insufficiente, servono cambiamenti strutturali”

Consiglio dei ministri convocato il prossimo 18 febbraio per varare il nuovo decreto bollette: obiettivo del provvedimento, ridurre l’impatto del caro energia sulle famiglie a basso reddito e per sostenere la competitività delle aziende

In agenda la realizzazione di nuovi sgravi: tra questi il contributo straordinario di 90 euro per le forniture di energia elettrica che sarà riservato esclusivamente ai titolari del bonus sociale e con un limite di spesa di 315 milioni di euro in totale.

Un secondo bonus, per il 2026 e 2027, prevedrà il riconoscimento da parte dei venditori di energia elettrica di un  contributo straordinario per quei clienti domestici residenti che non siano, in questo caso, titolari del bonus sociale ma con ISEE inferiore a 25.000 euro. Il valore economico del contributo sarà pari alla componente Prezzo Energia a copertura dei costi di acquisto applicata ai consumi del primo bimestre dell’anno, per i clienti con forniture attive al 1 gennaio o del primo bimestre di fornitura quelli attivati successivamente, e comunque entro il 31 maggio di ciascun anno. Il contributo viene riconosciuto purché i consumi del bimestre non siano superiori a 0,5 MWh e quelli registrati nei dodici mesi antecedenti al termine del medesimo bimestre risultino inferiori a 3 MWh.

Prevista la partenza di meccanismo di aste del gas a prezzo mediato tra Ttf e mercato italiano: per promuovere la concorrenza nel mercato nazionale del gas naturale all’ingrosso e la piena integrazione del mercato in quello interno europeo l’Arera introduce un servizio di liquidità nel limite di massimo di spesa eventuale di 200 milioni di euro. Tra le caratteristiche del servizio, la sottoscrizione di contratti tra l’impresa maggiore di trasporto di gas naturale italiana e operatori selezionati mediante procedure competitive svolte sulla base di criteri e modalità stabiliti dall’Area.  Il testo dispone l’obbligo di formulare offerte di vendita sui mercati del gas naturale in apposite sessioni ad asta di predefiniti quantitativi giornalieri di gas naturale. I prezzi dovranno essere pari alla somma tra quelli registrati al Ttf in orizzonti temporali prossimi a quelli in cui è prevista l’offerta sul mercato italiano e un corrispettivo, funzionale a contenere il rischio di volatilità dei prezzi.  

Altro punto sul tavolo del Cdm, i ricavi dalla vendita di parte del gas stoccato verranno destinati in favore degli oneri delle imprese energivore, a partire dalle Pmi. Il gas stoccato in emergenza ai sensi dell’articolo 5 del Dl Aiuti del maggio 2022 deve essere venduto e i proventi andranno utilizzati per ridurre nel corso del 2026 parte dei costi di trasporto e distribuzione per imprese e grandi consumatori. Entro il 31 maggio 2026 i proventi della vendita andranno versati alla Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea). Una riduzione in favore delle imprese, a vantaggio di clienti gasivori con consumi superiori a 80.000 smc/anno.Ma per l’Unione Consumatori il “Bonus luce è insufficiente e il decreto è inadeguato”

“Se la bozza fosse confermata, sarebbe un passo indietro enorme rispetto al contributo straordinario del 2025 pari a 200 euro, ossia oltre il doppio rispetto ai 90 euro ora previsti. Per non parlare del fatto che prima era esteso a chi aveva addirittura un Isee paria 25mila euro, mentre ora la soglia scende agli irrisori 9.796 euro”, afferma in una nota l’associazione.  

“Quanto alla possibilità per i venditori di poter riconoscere un bonus per chi ha un Isee inferiore a 25.000 euro, siamo al grottesco, atteso che il prezzo è libero e i venditori non dovrebbero aver bisogno di un suggerimento del Governo per abbassare i prezzi a chi vogliono – osserva il vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori Vignola – Insomma, alla fine lo farebbero solo per farsi belli e farsi pubblicità con l’attestazione pubblica”. “

Infine, siano alle solite. Il Governo continua a dare bonus una tantum, vantandosi così ogni volta di aver fatto qualcosa, invece di abbassare in modo serio e strutturale le bollette per tutti, riducendo le imposte, come aveva fatto Draghi”.

Confindustria: “Abbiamo bisogno di essere competitivi”

Nei giorni scorsi il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha ricordato: “Per noi essere competitivi in un’ Europa, dove purtroppo non esiste un mercato unico dell’energia è un problema enorme. Abbiamo bisogno di essere competitivi. Vediamo che purtroppo imprese e aziende multinazionali non ci scelgono per un tema di costo dell’energia o addirittura vogliono andare fuori dall’Italia: non ce lo possiamo permettere”.

rainews.it

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