L’interrogatorio del 12 agosto è durato oltre 5 ore: ha detto di aver commissionato ad autori materiali una azione con “diverse modalità”. Consegnata all’Ad Rai la relazione del Comitato Etico su Ranucci.
La difesa di Valter Lavitola presenterà appello al Tribunale del Riesame contro la decisione del gip di Roma che ha respinto la richiesta di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari, presentata dal suo legale, Sergio Cola.
Nel provvedimento con cui ha confermato la detenzione in carcere, il giudice ha ritenuto ancora sussistenti il rischio di inquinamento probatorio e il pericolo di fuga. Secondo il gip, inoltre, le dichiarazioni rese da Lavitola sarebbero risultate non del tutto complete. La Procura aveva dato parere negativo alla scarcerazione.
L’interrogatorio davanti al Gip
Valter Lavitola aveva commissionato agli autori materiali un’azione con “diverse modalità” per l’attentato a Sigfrido Ranucci. Non un ordigno, quindi, ma “quattro o cinque colpi di pistola verso il muro” della villetta del conduttore di Report a Pomezia, centro vicino Roma. È quanto avrebbe detto al gip nell’interrogatorio di oltre 5 ore del 12 agosto.
Dopo il blitz dinamitardo dell’ottobre scorso – in base a quanto si apprende – l’indagato non avrebbe comunque avuto nulla da ridire ritenendo lo scoppio di un ordigno rudimentale comunque di “valore dimostrativo”.
Nel provvedimento con cui ha confermato la detenzione in carcere, il giudice ha ritenuto ancora sussistenti il rischio di inquinamento probatorio e il pericolo di fuga. Secondo il gip, inoltre, le dichiarazioni rese da Lavitola sarebbero risultate non del tutto complete.
Al termine dell’analisi del cellulare e del pc di Lavitola, gli inquirenti della procura di Roma potrebbero convocare Sigfrido Ranucci per ascoltarlo come persona informata sui fatti. L’attività tecnica sui device, in base a quanto si apprende, durerà alcune settimane e al momento quindi una eventuale audizione del conduttore di Report potrebbe essere calendarizzata non prima di settembre.
La tesi dell’accusa: un attentato per accrescere la popolarità di Ranucci
L’ipotesi della Direzione distrettuale antimafia di Roma è particolarmente insolita. Secondo gli inquirenti, Lavitola avrebbe organizzato l’attentato non contro Ranucci ma, paradossalmente, a suo favore, con l’obiettivo di aumentarne la notorietà pubblica e rafforzarne il profilo in vista di un possibile futuro politico.
Gli investigatori ritengono tuttavia che il giornalista fosse completamente ignaro di qualsiasi progetto. Una circostanza ribadita anche dalla difesa di Ranucci, il cui legale sostiene che il conduttore sia vittima dell’attentato, del presunto tradimento di una persona considerata amica e della successiva esposizione mediatica e politica del caso.
Ora il verbale sarà analizzato dai pm coordinati dal procuratore Francesco Lo Voi. Ranucci resta parte offesa ma alla luce delle dichiarazioni rese dall’imprenditore non è escluso che nelle prossime settimane possa essere convocato nuovamente in Procura. Un’audizione probabilmente a “chiarimento” non solo delle parole di Lavitola ma anche su quanto accertato nelle ultime settimane anche grazie all’analisi del cellulare dell’ex editore dell’Avanti!. Per chi indaga il movente dell’attentato resta legato al progetto che da tempo Lavitola coltivava per Ranucci. Intanto i magistrati stanno avviando le procedure per chiedere l’estradizione di Gomes Tavares, il cittadino camerunense attualmente latitante. Il tuttofare di Lavitola, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto il ruolo di intermediario con la banda e avrebbe compiuto con lo stesso Lavitola almeno due sopralluoghi all’esterno della villetta di Ranucci teatro dell’attentato.
Consegnata all’Ad Rai la relazione del Comitato Etico su Ranucci
È stata consegnata oggi all’Ad Rai Giampaolo Rossi la relazione del Comitato etico sulla vicenda. Rossi, secondo quanto si apprende da fonti dell’azienda, nei prossimi giorni valuterà il contenuto, ma la relazione non determina automatismi sulla scelta editoriale relativa a una eventuale sostituzione del conduttore. Il contenuto resterà secretato come sempre avvenuto in passato e non sarà divulgato. I vertici Rai seguono con attenzione le evoluzioni dell’inchiesta, non senza “preoccupazione”.