Atreju 2025, la destra italiana riunita a Roma

Ad Atreju 2025, la giornata di venerdì ha visto tra i momenti principali il panel con Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo Ecr dedicato al cambiamento climatico a seguire anche l’intervento del Presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen

La tradizionale festa di Fratelli d’Italia, Atreju, torna nei giardini di Castel Sant’Angelo dal 6 al 14 dicembre con il tema “Sei diventata forte – L’Italia a testa alta”.

L’evento punta a fare il punto sugli oltre due anni di governo Meloni, in un’edizione che si intreccia nella capitale con gli Ecr Study Days, momento di confronto delle forze conservatrici europee riunite a Roma per discutere priorità comuni e scenari politici futuri.

Tra gli ospiti di Atreju venerdì anche Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo Ecr e responsabile dipartimento ambiente Fdi.

Procaccini: l’esperienza italiana e il nuovo orientamento dei conservatori europei

Procaccini è intervenuto nel panel dedicato al clima, “Cambiamento climatico oltre le ideologie”, rispondendo ad Euronews su quello che secondo lui è l’impatto del peso politico assunto dall’esperienza italiana all’interno del fronte conservatore europeo, il co-presidente di Ecr spiega che in Europa sta emergendo un orientamento più pragmatico e radicato nei valori tradizionali.

“Credo che questo nuovo approccio più pragmatico – spiega Procaccini – più equilibrato non ci sia soltanto sul Green Deal ma anche su molti altri temi. Penso all’immigrazione sicuramente al governo dell’immigrazione, la capacità di distinguere l’immigrazione illegale da quella legale.

“Credo che ci siano alcuni valori che tornano ad essere più presenti, la necessità di tutelare le famiglie di recuperare anche una cultura una tradizione cristiana religiosa. Credo che piano piano si stia diffondendo un sentimento conservatore, capace di riportarci all’idea fondatrice dell’Unione europea”.

Europa e Stati Uniti: Procaccini commenta le critiche arrivate da Washington

Commentando le recenti osservazioni provenienti dagli Stati Uniti sull’Unione europea, Procaccini non parla di toni da “interpretare”, ma offre una lettura politica di ciò che emerge.

Da un lato, riconosce la critica americana sullo “smarrimento dell’identità europea”, legato sia alla crisi demografica sia ai flussi migratori.“Se ci atteniamo al documento e non alle narrazioni più o meno false che sono state fatte, troviamo una critica all’Unione europea che condividiamo rispetto allo smarrimento della propria identità che è evidente e che è dovuta sia alla crisi demografica che l’immigrazione di massa dopodichè troviamo anche un’invocazione affinché l’Europa torni ad essere sè stessa che pure condividiamo”.

Dall’altro, Procaccini si sofferma sul passaggio che ritiene più significativo:

“Culturalmente e strategicamente l’Unione europea rimane vitale per gli Stati Uniti. Le due metà dell’Occidente hanno un passato in comune e anche un futuro in comune”.

Abu Mazen: “La pace passa dalla soluzione dei due Stati”

Dal palco di Atreju è intervenuto anche il Presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, che ha ribadito la necessità di una soluzione politica al conflitto in Medio Oriente.

“L’unica via per garantire stabilità nella regione è la soluzione dei due Stati, con una Palestina sui confini del 1967 accanto a Israele nel rispetto reciproco”, ha dichiarato. L’assenza di uno Stato palestinese, ha aggiunto, rappresenta tuttora una delle principali cause di instabilità per l’intera area.

Il dibattito dei conservatori europei e la chiusura con Giorgia Meloni

La giornata di venerdì si conclude alle 21 con il panel “Conservatives’ Challenges”, dedicato alle sfide del conservatorismo europeo. In programma interventi di figure di primo piano come Kemi Badenoch, Marion Maréchal, Gila Gamliel, Adam Bielan, George Simion, Sigmundur Gunnlaugsson e Kristoffer Storm.

La kermesse si chiuderà domenica alle 12 con l’intervento della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, per tracciare un bilancio politico e indicare le priorità future della maggioranza.

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