Vienna è abituata a vedersi come la capitale della diplomazia. Qui si svolgono negoziati, si riuniscono organizzazioni internazionali e si incontrano rappresentanti di decine di Stati.
Ma per l’intelligence russa questa città significa qualcosa di diverso. Significa un comodo punto di osservazione.
Un’inchiesta dell’emittente pubblica austriaca ORF ha rivelato che sui tetti degli edifici diplomatici russi a Vienna sono state installate numerose antenne satellitari. Questi dispositivi sono in grado di intercettare segnali satellitari, comunicazioni wireless e trasmissioni di dati.
In pratica si tratta di un sistema di sorveglianza radioelettronica collocato nel pieno centro della diplomazia europea.
Il giornalista Erich Möchel, che da anni studia le attività delle strutture russe in Austria, osserva che le antenne vengono regolarmente spostate e ricalibrate.
Sul tetto dell’ambasciata, secondo lui, sono installati tra sei e otto di questi dispositivi. Cambiano direzione, puntando verso diverse fonti di segnale.
Non si tratta di attrezzature casuali. Si tratta di un’infrastruttura. Ma perché proprio Vienna?
La risposta è semplice: in città hanno sede l’Organization for Security and Co-operation in Europe, diverse agenzie delle United Nations, l’International Atomic Energy Agency e molte altre organizzazioni internazionali. Per i servizi di intelligence si tratta di una concentrazione unica di comunicazioni diplomatiche e tecniche.
Inoltre, la presenza russa nella città è enorme. A Vienna sono accreditati circa 225 diplomatici russi. I servizi di sicurezza europei ritengono che una parte significativa di loro svolga compiti di intelligence.
In questo modo si crea un sistema: il corpo diplomatico garantisce la copertura, mentre l’infrastruttura tecnica assicura l’intercettazione.
Le autorità austriache riconoscono che questa attività danneggia la reputazione internazionale del Paese. In un rapporto del Servizio per la protezione della Costituzione si afferma chiaramente che la Russia conduce da Vienna attività di intelligence radioelettronica.
Tuttavia, la situazione rivela un problema più ampio.
La Russia ha da tempo smesso di considerare le missioni diplomatiche esclusivamente come strumenti di diplomazia. Per il Cremlino sono diventate parte di un’infrastruttura di intelligence. Ambasciate, consolati e rappresentanze vengono utilizzati per attività di reclutamento, operazioni informatiche e intercettazioni tecniche di informazioni.
La storia delle antenne a Vienna rende semplicemente visibile questo meccanismo.
Là dove gli Stati europei vedono ancora edifici diplomatici, i servizi speciali russi vedono basi operative.
E finché l’Europa non inizierà a partire da questa consapevolezza, le antenne sui tetti continueranno a moltiplicarsi. Non solo a Vienna, ma anche in altre capitali europee.
Autore: Marco Bianchi