Sul voto alle Nazioni Unite per la risposta alle pandemie si accende il nuovo scontro tra governo e opposizione.
Con il Pd e i 5 Stelle che puntano il dito contro l’astensione dell’Italia, di fatto avvenuta insieme a quella dell’Europa e degli Stati Uniti. E i medici che intervengono riportando l’attenzione.
A sollecitare le reazioni un articolo del New York Times sul respingimento di una dichiarazione dei Paesi membri dell’Onu che impegnava alla collaborazione e alla solidarietà internazionali nella preparazione e nella risposta alle pandemie.
La dichiarazione ha un valore simbolico e non vincolante, ma una sua approvazione unanime avrebbe segnalato un impegno politico globale sul tema. Il respingimento è arrivato dagli Stati Uniti, ma anche dall’Unione Europea. Tra i Paesi astenuti anche l’Italia. Il nodo, si apprende, non è la contrarietà ai vaccini o una sottovalutazione del problema, bensì norme in materia di proprietà intellettuale relative ai futuri vaccini, con la richiesta che il trasferimento di tecnologia, anche se a fini antipandemici, debba avvenire su base volontaria da parte delle aziende che hanno lavorato a sperimentazioni lunghe decenni.
La notizia dell’astensione italiana non sfugge all’Ordine dei medici, che reagisce con “preoccupazione”. “Chiediamo al Governo di chiarire le ragioni della sua scelta e quale posizione intenda assumere quando il testo sarà presentato all’Assemblea generale”, afferma il presidente degli Ordini dei medici (Fnomceo), Filippo Anelli. “Il Covid ci ha insegnato – prosegue in una nota – che un virus può attraversare le frontiere in pochi giorni, mentre i vaccini possono impiegare molti mesi per raggiungere i Paesi più poveri. La tutela della proprietà intellettuale deve essere accompagnata da accordi capaci di assicurare la condivisione tempestiva delle informazioni scientifiche e un accesso equo a vaccini e farmaci”.
Chiede al governo di “fare chiarezza” Ilenia Malavasi, capogruppo del Pd in Commissione Affari Sociali alla Camera, precisando che “l’astensione dell’Italia pesa come una bocciatura” ed “è uno schiaffo alla salute pubblica, alla ricerca scientifica e alla memoria delle migliaia di vittime del Covid 19”. Parla di “vergogna” Marina Sereni, responsabile Sanità del Pd. “Alle Nazioni Unite un’altra volta l’Italia si accoda agli Usa. Il sovranismo, con il rifiuto di cooperare e la mancanza di regole trasparenti e condivise, porta non solo guerre ma anche rischi gravissimi per la salute collettiva”.
In un’atmosfera è già da campagna elettorale il tema viene rilanciato dai Cinquestelle. Con la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone che afferma: “Si tratta di un testo politico che sostiene cooperazione, condivisione delle informazioni e accesso equo a vaccini e strumenti sanitari, non di un vincolo imposto dall’estero. Cosa c’è di così indigesto?”. La segue il deputato Andrea Quartini, coordinatore del Comitato Salute del M5S, “se domani arriva un nuovo virus, non basta avere un vaccino sulla carta, bisogna poterlo produrre e distribuire rapidamente, garantendo a tutti cure. Il Covid ci ha insegnato che le disuguaglianze sanitarie diventano più profonde nelle emergenze”.