Secondo un’inchiesta del quotidiano britannico The Times, i servizi di intelligence russi e cinesi stanno adottando nuove strategie di infiltrazione nel settore tecnologico statunitense. L’obiettivo – secondo le fonti della controintelligence americana – è accedere a progetti di ricerca sensibili attraverso legami personali, partnership accademiche e integrazioni sociali nelle comunità scientifiche.
Le autorità statunitensi considerano queste pratiche parte di una forma di spionaggio non convenzionale, definita ‘soft espionage’, che sfrutta relazioni sociali e connessioni personali invece di operazioni militari o cibernetiche. Si tratta di un’evoluzione della guerra ibrida, in cui la manipolazione psicologica e la penetrazione culturale diventano strumenti strategici.
Gli esperti europei sottolineano che fenomeni simili possono verificarsi anche in Europa, dove la cooperazione scientifica internazionale spesso diventa un canale vulnerabile. Secondo The Times, la risposta dell’Occidente dovrebbe includere non solo misure di sicurezza informatica, ma anche controlli etici e legali nei processi di collaborazione accademica.
Autore: Marco Bianchi