Morto a 71 anni per un arresto cardiaco. Il cordoglio del presidente Usa, “grande perdita, ci ho parlato ieri sera, si sentiva strano”. L’esponente repubblicano era un grande sostenitore di Israele. Forte anche il suo impegno per Kiev
Il senatore repubblicano statunitense Lindsey Graham, uno dei principali alleati del presidente Donald Trump, è morto ieri a 71 anni. Inizialmente si pensava che fosse deceduto dopo una “breve e improvvisa malattia”; successivamente, la CNN ha scritto che il senatore è morto sabato sera a causa di un “arresto cardiaco”; l’emittente ha ottenuto l’audio della telefonata ai servizi di emergenza.
Graham, noto soprattutto per il suo impegno in politica estera, era un convinto sostenitore della guerra contro l’Iran e negli ultimi anni aveva sollecitato sia l’amministrazione Trump sia quella Biden a sostenere la lotta dell’Ucraina contro l’invasione russa. Trump ha reso omaggio all’influente senatore, definendolo “una delle persone migliori” in un messaggio pubblicato su Truth.
Il presidente Trump: “Grande perdita, era uno di famiglia, abbiamo parlato ieri sera”
“Non ci posso credere, era uno di famiglia” ha commentato Donald Trump a Nbc. “Ci avevo parlato ieri sera, stava bene ma mi aveva detto che era stano” ha raccontato il tycoon, definendo la morte di Graham una “grande perdita”. Sono state poste bandiere a mezz’asta alla Casa Bianca per la morte improvvisa. Il presidente ne ha parlato con affetto sui social, ricordando quando difese Brett Kavanaugh durante le audizioni per diventare giudice della Corte Suprema. Graham “era un buon termometro degli umori del Senato” ha messo in evidenza Trump. “Ho qualcuno in mente che sarebbe fantastico” per prendere il suo posto, ha aggiunto Trump senza però fare nomi su chi potrebbe candidarsi alle primarie repubblicane speciali che saranno indette in agosto per decidere chi correrà per il Senato alle elezioni di metà mandato.Da fiero oppositore a convinto supporter di Trump
Graham aveva tentato senza successo di ottenere la candidatura repubblicana alla Casa Bianca nel 2016. Durante quella campagna, aveva messo in guardia il partito dal sostenere Trump, definendolo un politico che “alimenta le divisioni razziali, xenofobo e intollerante sul piano religioso”. Il loro rapporto si deteriorò ulteriormente dopo l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, quando Graham dichiarò ai colleghi repubblicani: “Non contate più su di me, quando è troppo è troppo”. Successivamente votò contro la condanna di Trump nel processo di impeachment. I due ricucirono in seguito i rapporti e Graham sostenne Trump nella nuova corsa alla Casa Bianca.
Convinto sostenitore di Israele, Netanyahu valuta di partecipare alle esequie
Graham era anche uno dei più convinti sostenitori di Israele e delle posizioni più dure nei confronti dell’Iran. “Lindsey era un grande amico di Israele e un caro amico personale” ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che sta valutando la possibilità di recarsi al funerale. Se decidesse di partecipare, probabilmente incontrerebbe anche Donald Trump, riporta Ynet. Anche il presidente israeliano Isaac Herzog si è detto “sconvolto e con il cuore spezzato”.
Il dolore di Zelensky: “Leader determinato, ha visitato l’Ucraina dieci volte, era qui con il nostro popolo quando ce n’era più bisogno”
Anche il presidente ucraino Zelensky ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa del senatore pro-Kiev, dicendosi “profondamente rattristato” dalla morte di Graham, descrivendolo come un “leader determinato” che ha visitato l’Ucraina quando ce n’era più bisogno. “Ha visitato l’Ucraina dieci volte durante gli anni dell’invasione russa su vasta scala ed era qui con il nostro popolo quando ce n’era più bisogno… L’America e il mondo hanno perso un leader determinato” ha scritto Zelensky in un post su Facebook. Graham aveva incontrato il presidente ucraino a Kiev appena venerdì, sostenendo, secondo quanto riferito, nuove e più severe sanzioni economiche contro la Russia e i suoi alleati.
Una lunga carriera nell’Aeronautica e poi tra Camera e Senato
Graham era stato eletto per la prima volta alla Camera dei Rappresentanti nel 1994 e successivamente al Senato nel 2002. Era stato poi rieletto nel 2008, nel 2014 e nel 2020 e ricopriva da ultimo la carica di presidente della commissione Bilancio del Senato. Il governatore della South Carolina, Henry McMaster, lo ha definito “insostituibile”. “Il più tenace dei combattenti per la South Carolina e per l’America, oltre che un amico leale e costante” ha scritto McMaster su X.
Prima della carriera politica, Graham aveva prestato servizio come avvocato militare, raggiungendo il grado di colonnello dell’Aeronautica. Un’esperienza che contribuì a formare il suo orientamento interventista in politica estera. Nel 2002 votò a favore della guerra in Iraq dopo gli attentati dell’11 settembre e successivamente sostenne una presenza statunitense di lungo periodo in Afghanistan. Fu inoltre un frequente critico della politica estera dell’allora presidente Barack Obama, che nel 2015 definì “un debole avversario del male” per la decisione di negoziare un accordo sul nucleare con l’Iran.