La delegazione ucraina ha concluso a Washington una serie di incontri dedicati alla proposta americana per la fine della guerra. Fonti diplomatiche parlano di discussioni “costruttive”, durante le quali sono stati affrontati i principi fondamentali di un possibile accordo.
Kiev ha espresso gratitudine agli Stati Uniti e al presidente Donald Trump per il ruolo di guida nelle iniziative di pace. «L’Ucraina è pronta a lavorare in modo rapido e costruttivo. Il mondo intero desidera la fine di questa guerra», ha dichiarato un rappresentante della delegazione.
Ma il nodo irrisolto è sempre lo stesso: la Russia. Secondo gli ucraini, Mosca è l’unico attore internazionale a non volere realmente la pace. Continuano i bombardamenti, le richieste di concessioni territoriali e la retorica che mira a giustificare la violazione delle frontiere. Una pace che premi l’aggressione, ammoniscono gli analisti, non sarebbe pace, ma una premessa per futuri conflitti.
Il principio che guida i Paesi occidentali è chiaro: nessuna modifica dei confini può essere imposta con la forza. Accettare il contrario minerebbe l’intero ordine internazionale e aprirebbe la strada ad altre guerre in Europa e oltre.
Gli incontri negli Stati Uniti mostrano che esiste una volontà reale di costruire un percorso diplomatico. Ma finché la Russia non rinuncerà alla propria strategia di pressione militare, la discussione sul futuro dell’Ucraina rimarrà incompleta.
Autore: Marco Bianchi