Legge elettorale, alla Camera via libera con 217 sì e 152 no. Lo “Stabilicum” ora passa al Senato

Bagarre in Aula Camera dopo intervento Donzelli. Schlein: “Non c’è più una maggioranza, prendetene atto”. Il voto è stato segreto, il provvedimento passa al Senato.

L’Aula della Camera ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con  217 voti a favore, 152 contro e 2 astenuti. Il voto è stato segreto, il provvedimento passa al Senato. Nel provvedimento, basato sul sistema proporzionale, figura un premio di maggioranza per la coalizione, o la lista, che supera il 42% dei consensi corrispondente a 70 seggi aggiuntivi alla Camera e a 35 al Senato, fino a un tetto di 220 deputati e 113 senatori. In caso di mancato raggiungimento di tale soglia, i seggi verranno assegnati in misura proporzionale ai consensi incassati. Nella scheda elettorale verrà indicato il candidato premier e non figureranno le preferenze: l’elettore sceglierà la lista nel suo complesso. La questione è stata al centro di un acceso scontro nell’Aula, che ha visto respingere a voto segreto un emendamento della maggioranza che puntava a inserire la possibilità di indicare tre candidati in una lista di sei nominativi (sette in totale, con capolista bloccato). Il tema potrebbe tornare in campo in seconda lettura a Palazzo Madama.

Donzelli: basta maggioranze meno stabili di coppie Temptation Island

“Se passerà questa legge la nostra meravigliosa nazione non potrà permettersi di stare 90 giorni senza governo, perderemmo la credibilità che abbiamo costruito nel periodo del governo Meloni, saremmo esposti alle speculazioni internazionali, avremmo Partiti in perenne campagna elettorale costretti a elargire mancette con bonus vari”. Lo ha detto in aula alla Camera Giovanni Donzelli in dichiarazione di voto sulla legge elettorale. Con questa legge “non torneremo alle maggioranze che hanno una stabilità inferiore alle coppie di Temptation Island”, ha aggiunto.

Esultanza nel centrodestra, applausi e strette di mano in Aula

Esultanza nel centrodestra subito dopo il voto sulla legge elettorale nell’Aula della Camera. I deputati di maggiorana si sono alzati in piedi applaudendo e alcuni di loro si sono stretti la mano in segno di soddisfazione.

Si è riempita l’Aula a ridosso del voto finale. Presenti anche diversi ministri, da Giancarlo Giorgetti a Francesco Lollobrigida, da Eugenia Roccella a Maria Elisabetta Alberti Casellati, da Carlo Nordio a Luca Ciriani. A presiedere l’Assemblea il presidente di Montecitorio Lorenzo Fontana.

Ciriani, auspichiamo un iter celere in Senato

“Il voto di oggi è la prima parte, anche se la più importante, del lavoro. Ora la legge elettorale sarà trasmessa in Senato e inizierà il suo iter in commissione. Iter che auspichiamo celere, compatibilmente con l’approvazione dei decreti e con le prerogative parlamentari”. Lo ha dichiarato il ministro per i Rapporti con in Parlamento Luca Ciriani, dopo che la Camera ha dato il primo via libera alla legge.

Gli interventi in Aula

I leader delle forze di opposizione sono tutti intervenuti: la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader M5s Giuseppe Conte, uno dei due leader di Avs Nicola Fratoianni, il segretario di Piu’ Europa Riccardo Magi. Per Iv e Azione le dichiarazioni dei capigruppo Maria Elena Boschi e Matteo Richetti. 

Quanto alla maggioranza, per Forza Italia ha parlato il presidente della commissione Affari costituzionali Nazario Pagano e, chiuso la serie di dichiarazioni di voto il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli.

Bagarre in Aula dopo intervento di Donzelli

Sale la tensione e scoppia la bagarre in Aula. A far scattare la scintilla è l’intervento di Giovanni Donzelli di FdI, che nel finire del suo intervento in dichiarazione di voto più volte si è rivolto criticamente e anche ironicamente criticando le opposizioni, Pd in particolare, soprattutto sulle preferenze. Le opposizioni sono esplose in proteste, hanno mostrato cartelli e costretto il presidente Fontana a richiamare tutti i deputati all’ordine.

Schlein: “Non c’è più una maggioranza. Opposizioni unite, vi manderemo a casa”

“Non c’è più una maggioranza. È un colabrodo, prendetene atto e traetene le conseguenze per il Paese. Questa legge elettorale è irricevibile e inemendabile e ha gravi profili di incostituzionalità”. Lo ha affermato la segretaria Pd, Elly Schlein, in dichiarazione di voto sulla legge elettorale. E’ Giorgia Meloni “che non ci ha messo la faccia” sull’emendamento sulle preferenze. “Siete andati sotto di un voto e lei non era qui a votare. Le opposizioni, invece sono state unite in questa battaglia. Agli italiani ci penseremo noi con il salario minimo, il congedo paritario, con l’assunzione di medici e infermieri. Vi manderemo a casa con qualunque legge elettorale” ha detto Schlein.

Conte: “La battaglia delle opposizioni è solo un antipasto, ora tocca a noi”

“Vi avviso: la battaglia che ci avete visto fare uniti, e le opposizioni hanno dimostrato massima comprensione del momento storico, massima chiarezza politica, abbiamo fatto una battaglia contro la vostra arroganza, con cui volete prendere il potere. Ebbene, questo è solo un antipasto. Non avete idea della battaglia che vi aspetta, con cui impediremo di prendere il potere”. Così il leader M5S ed ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nelle dichiarazioni di voto nell’Aula della Camera prima del voto finale sulla proposta di legge per la riforma elettorale. 

“E io – ha concluso – prendo un impegno con gli italiani, ci impegneremo allo stremo, con la massima passione e determinazione, per tirare noi l’Italia fuori dalla palude di questo governo Meloni, la palude in cui sono impantanati sei milioni di poveri, in cui sei milioni di persone rinunciano a fare esami in ospedale e state spendendo miliardi su miliardi per le armi senza neppure trarre un euro dagli extraprofitti. Ora tocca a noi”.

No a preferenze, la maggioranza sotto per un voto. L’attacco di Meloni: “Ha vinto la palude”

Martedì sera intorno alle 19 il governo è andato sotto alla Camera sull’emendamento che riguarda le preferenze per un solo voto: 187 voti a favore e 188 voti contrari. L’Aula ha bocciato a scrutinio segreto, richiesto dalle opposizioni, l’emendamento a prima firma FdI, Noi moderati e Udc che mirava ad introdurre un sistema misto di capilista bloccati e preferenze nella riforma della legge elettorale del centrodestra.

Le opposizioni hanno occupato i banchi del governo in Aula alla Camera per protestare contro la decisione della maggioranza di andare avanti con l’esame della legge elettorale. Dopo la bocciatura della richiesta di sospensione della seduta avanzata dal centrosinistra in seguito alla pubblicazione del video dei deputati di Futuro Nazionale con Vannacci che hanno filmato il momento del voto segreto sulle preferenze, diversi deputati di Pd, M5s e Avs sono andati ai banchi del governo. Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha richiamato Orfini, Silvestri, Sportiello e per un po’ sospeso la seduta che poi è ripresa.

rainews.it

Mick Jagger diventa virale: la reazione alla sconfitta dell’Inghilterra ai Mondiali

Guerra in Ucraina, Kubilius: progressi militari di Kiev spingono Putin al tavolo dei negoziati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *