Dalla notte di Sigonella alle tensioni sulla Nuova Via della Seta, il servizio del Tg1 ripercorre quarant’anni di relazioni politiche e incidenti tra i due Paesi, fino alle sintonie tra i leader più recenti
Il rapporto tra Italia e Stati Uniti poggia su fondamenta storiche solidissime dettate dall’Alleanza Atlantica. Tuttavia, dietro la facciata di una cooperazione inscindibile, l’asse Roma-Washington ha vissuto nel corso dei decenni clamorosi incidenti diplomatici, frizioni geopolitiche e improvvise riconciliazioni.
I grandi strappi della storia recente
Il servizio del Tg1 traccia una precisa mappa dei momenti di massima tensione tra le due capitali:
La notte di Sigonella (1985): rappresenta il punto di rottura più celebre. Il governo Craxi si oppose a Ronald Reagan schierando i militari italiani a protezione dei sequestratori della nave Achille Lauro, negandone l’estradizione immediata agli USA e sfiorando uno scontro armato con la Delta Force per difendere la sovranità nazionale.
La strage del Cermis (1998): un aereo militare statunitense tranciò i cavi della funivia in Trentino causando 20 vittime e scatenando l’indignazione pubblica. La crisi rientrò mesi dopo con il governo D’Alema, che ottenne l’appoggio di Clinton concedendo l’uso delle basi italiane per la guerra in Kosovo.
I casi Abu Omar e Calipari (2003-2005): il rapimento dell’esponente islamico da parte della CIA a Milano aprì un caso giudiziario senza precedenti. Due anni più tardi, l’uccisione a Baghdad dello 007 italiano Nicola Calipari per mano americana congelò i rapporti per mesi.
L’alternanza dei leader e l’irritazione per la Cina, un legame atlantico tra tensioni e accordi
Negli anni successivi la diplomazia ha vissuto dinamiche alterne. Se nel 2006 Silvio Berlusconi consolidò l’intesa stringendo la mano a George W. Bush al Congresso americano, nel 2011 l’intervento in Libia vide un’Italia riluttante piegarsi alle forti pressioni di Washington e della Francia.
L’appoggio politico. Non sono mancati i momenti di forte endorsement geopolitico, come il solido asse tra Barack Obama e Matteo Renzi.
Ma le tensioni sono tornate a farsi sentire nel 2019, anno in cui l’adesione dell’Italia alla Nuova Via della Seta cinese irritò profondamente la Casa Bianca. L’intesa è stata infine ripristinata dal legame tra Donald Trump e Giuseppe Conte, definito dall’allora presidente statunitense un uomo di talento e ribattezzato affettuosamente “Giuseppi”.
