Lunedì mattina il prezzo del petrolio è sceso di oltre il 5% dopo che il presidente USA Donald Trump ha annunciato l’accordo con l’Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il prezzo del petrolio greggio è sceso lunedì, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha confermato un accordo di pace con l’Iran ed entrambe le parti hanno annunciato la revoca dei rispettivi blocchi dello Stretto di Hormuz.
Le concessioni specifiche fatte da ciascuna parte non sono ancora chiare e restano dubbi sul fatto che il primo ministro di Israele rispetterà il ritiro delle truppe dal sud del Libano, che, secondo il primo ministro del Pakistan, è incluso nell’accordo.
Benjamin Netanyahu non ha ancora affrontato pubblicamente l’intesa tra Stati Uniti e Iran, né la questione del Libano, e la CNN riferisce che il primo ministro israeliano sta cercando un incontro urgente con il presidente statunitense Donald Trump dopo il vertice del G7 di questa settimana.
Ciononostante, i mercati stanno reagendo rapidamente alla prospettiva di una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz e alla possibilità che la guerra con l’Iran sia più vicina a una conclusione che a una nuova escalation.
Secondo le previsioni, il nuovo accordo di pace dovrebbe essere firmato venerdì.
Mercati europei, asiatici e statunitensi
All’apertura, anche i mercati europei sono saliti, sulla scia della notizia di progressi significativi verso la fine della guerra con l’Iran.
Sia l’Euro Stoxx 50 sia il più ampio indice paneuropeo Stoxx 600 guadagnavano oltre l’1% all’avvio della seduta di lunedì.
Il FTSE 100 di Londra, il DAX 30 di Francoforte, il FTSE MIB di Milano, l’IBEX 35 di Madrid, l’AEX di Amsterdam e il CH20 di Zurigo segnavano tutti rialzi compresi tra lo 0,5% e l’1% rispetto alla chiusura di venerdì.
Il CAC 40 di Parigi guidava i rialzi, con un progresso di quasi l’1,5%.
Negli Stati Uniti, i future sull’S&P 500 salivano di oltre il 2% e il Nasdaq 100, a forte componente tecnologica, guadagnava più del 3%.
Sugli altri mercati, in Asia-Pacifico gli indici sono balzati nella notte: il Kospi della Corea del Sud è salito di oltre il 5%, recuperando dal calo del 4% registrato venerdì, mentre il Nikkei 225 del Giappone avanzava di circa il 3%.
L’S&P/ASX 200 australiano è salito dello 0,8%, l’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato circa lo 0,5% e l’indice SSE di Shanghai è cresciuto di oltre l’1,5%.Al momento della stesura, il contratto con scadenza più ravvicinata sul greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) perdeva quasi il 6% rispetto alla chiusura di venerdì, attestandosi intorno agli 80 dollari al barile, mentre il Brent, riferimento internazionale, cedeva circa il 5% a circa 83 dollari al barile.
