L’Italia libera le scorte: in campo 10 milioni di barili di petrolio

Il contributo italiano serve a contrastare la più grande interruzione di forniture della storia: il Brent vola sopra i 100 dollari e Goldman Sachs taglia le stime di crescita dell’Eurozona

L’Italia scende in campo per arginare la crisi energetica globale innescata dal conflitto in Medio Oriente, mettendo a disposizione quasi 10 milioni di barili di petrolio. La quota, che rappresenta il 13,5% delle scorte di sicurezza nazionali, contribuisce per il 2,5% al rilascio totale di greggio coordinato a livello internazionale. Nonostante il Ministero dell’Ambiente, guidato da Gilberto Pichetto Fratin, rassicuri sulla tenuta delle riserve italiane (pari a 90 giorni di importazioni nette), resta altissima la preoccupazione per il possibile blocco dello Stretto di Hormuz, snodo vitale per l’approvvigionamento mondiale.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha lanciato l’allarme definendo l’attuale situazione come la più grave interruzione di forniture mai registrata: mancano all’appello 10 milioni di barili al giorno (tra greggio e derivati), pari al 10% della domanda globale. Questa carenza ha spinto il prezzo del Brent nuovamente oltre la soglia dei 100 dollari. Le ripercussioni economiche iniziano a riflettersi sulle stime degli analisti: Goldman Sachs prevede ora una contrazione dello 0,2% per l’economia dell’area euro entro la fine del 2026, con un’inflazione che potrebbe toccare il picco del 2,9% nel secondo trimestre di quest’anno.

rainews.it

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