Meloni in Etiopia per secondo vertice Italia-Africa: “Collaborazione da pari a pari”

A circa due anni dall’avvio operativo del Piano, l’incontro nella capitale etiope fa il punto sull’attuazione dei progetti nei 14 Paesi partner e sulle iniziative regionali, con focus su energia pulita, sicurezza alimentare


Dai corridoi energetici alle filiere agroalimentari, passando per acqua, formazione e innovazione digitale. Sono questi i dossier al centro del secondo vertice Italia-Africa oggi ad Addis Abeba, ospitato per la prima volta nel continente africano, con la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Con l’Africa una collaborazione da parti a pari, non un approccio paternalistico”, dice la premier nel suo intervento.

A circa due anni dall’avvio operativo del Piano, l’incontro nella capitale etiope – sede dell’Unione Africana – servirà a fare il punto sull’attuazione dei progetti nei 14 Paesi partner e sulle iniziative regionali, con focus su energia pulita, sicurezza alimentare e rafforzamento delle competenze. 

“Due anni fa quando ho avuto l’onore di ospitarvi a Roma abbiamo assunto un impegno molto ambizioso ossia scrivere una pagina nuova nella storia delle nostre relazioni, costruire un modello di cooperazione fondato su fiducia e rispetto reciproco, una cooperazione da pari a pari lontana da qualsiasi tentazione predatoria e dall’approccio paternalistico che per lungo tempo ha distorto rapporti fra Africa, Europa ed Occidente e ha spesso impedito alle nostre nazioni di comprendere le straordinarie qualità e potenzialità dei popoli africani”, ha precisato Meloni. 

“Oggi il Piano Mattei è una realtà operativa e strutturata che genera risultati tangibili per i nostri popoli, che può contare su un’architettura finanziaria solida e innovativa, frutto della preziosa collaborazione che abbiamo instaurato con la Banca Mondiale, la Banca Africana di Sviluppo, le principali istituzioni finanziarie internazionali”. Ha proseguito Meloni: “In questi due anni abbiamo avviato e concluso progetti concreti di grande impatto sociale, mobilitando miliardi di euro tra risorse pubbliche e risorse private. Lo abbiamo fatto dando concretezza a un metodo che coinvolge le energie migliori del popolo italiano in un gioco di squadra che valorizza tutto il sistema Italia, in parte presente anche qui oggi e che ovviamente ringrazio, imprese, università, mondo della cooperazione e della ricerca, un patrimonio di eccellenze che ha lavorato in modo coordinato per perseguire un obiettivo comune”.

La presidente del Consiglio, ha osservato come “abbiamo saputo creare un nuovo paradigma pubblico-privato in un altro pilastro della nostra cooperazione che è la sicurezza alimentare, sostenendo le filiere locali, generando occupazione di qualità, ma anche sostenendo l’innovazione tecnologica e l’accesso all’acqua. Abbiamo rafforzato la cooperazione nelle infrastrutture fisiche e digitali in diverse regioni dell’Africa, perché senza connessioni semplicemente non c’è crescita e non può esserci integrazione con i mercati globali. Abbiamo collaborato in ambito sanitario per rendere i sistemi più forti e più accessibili”.

“Abbiamo lavorato su industria, occupazione e sviluppo del settore privato, con particolare attenzione ai giovani. Perché chiaramente ogni progetto del piano Mattei è attraversato da un filo rosso, che è l’attenzione all’istruzione e alla formazione, perché il nostro obiettivo non è quello di creare nuove dipendenze, ma quello di sostenere il protagonismo dei popoli africani e costruire vere opportunità di riscatto. E questo è possibile solo se si mette al centro la valorizzazione del capitale umano fin dai primi anni di scuola”, ha concluso. 

Sul fronte energetico, tra i progetti di punta figurano l’impianto fotovoltaico Abydos II in Egitto da 1 GW con sistema di accumulo, il collegamento elettrico sottomarino Elmed tra Italia e Tunisia e il finanziamento da 150 milioni di euro al Kenya per sostenere le strategie climatiche

A livello regionale, il Corridoio di Lobito – tra Angola, Zambia e Repubblica Democratica del Congo – rappresenta uno degli interventi infrastrutturali più rilevanti, sostenuto anche attraverso fondi dedicati a infrastrutture resilienti.

Accanto ai grandi progetti energetici, l’Italia partecipa alla Alliance for Green Infrastructure in Africa e ha contribuito alla creazione di uno Special Fund presso la Banca Africana di Sviluppo per sostenere rinnovabili, acqua e trasporti sostenibili. 

Un secondo asse strategico riguarda agricoltura e sovranità alimentare. In Senegal è previsto un co-finanziamento da 90 milioni di euro con IFAD, mentre in Costa d’Avorio sono sostenuti un polo agro-industriale e il programma di elettrificazione NEDAIn Algeria è stato avviato un progetto di agricoltura rigenerativa su terreni semi-aridi e in Mozambico è in programma un polo agroalimentare nella provincia di Manica. 

Di respiro continentale il progetto sulla filiera del caffè in cinque Paesi pilota dell’Africa orientale

Formazione e sanità completano il quadro: Memorandum su istruzione tecnica e ricerca sono stati firmati con diversi Paesi, tra cui Etiopia, Tunisia, Egitto, Marocco e Kenya. In Etiopia sono attivi programmi di sostegno al sistema sanitario, oltre a interventi ambientali e idrici 

rainews.it

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