Dall’oro di Pechino 2022 al ghiaccio di Milano Cortina 2026: la coppia del misto che ha fatto la storia del curling in Italia
Nel curling azzurro esiste un prima e un dopo. Il punto di svolta ha due nomi precisi: Stefania Constantini e Amos Mosaner, la coppia che ha trasformato una disciplina di nicchia in una certezza olimpica.
Campioni olimpici in carica, hanno già catalizzato l’attenzione a Milano Cortina, forti, stavolta, di un pubblico che li attendeva per tifare per loro.
Ai Giochi Olimpici Invernali Pechino 2022, arrivarono senza il peso dei favoriti e senza l’attenzione riservata alle superpotenze storiche del curling. Tornarono dopo aver firmato una delle imprese più belle e limpide dello sport italiano: un torneo vinto da imbattuti, gestione glaciale dei momenti chiave, quella finale contro la Norvegia chiusa 8-5 senza mai perdere il controllo della partita. Non solo con una medaglia d’oro al collo, ma con la prima medaglia olimpica della storia del curling italiano, conquistata con una lucidità tattica che colpì addetti ai lavori e avversari. E il pubblico italiano e fu subito “curling-mania”.
Dopo Pechino le loro strade agonistiche si separano temporaneamente. Nel 2025 la coppia si ricompone e arriva un altro segnale forte: titolo mondiale nel doppio misto, in Canada, ancora una volta senza sconfitte.Stefania, cresciuta sul ghiaccio di casa
La mano chiusa in un pugno portata alla bocca, il guanto sfilato stretto nell’altra, gli occhi fissi sulla “stone”, una carezza sul ghiaccio: ogni tiro di Stefania Constantini si misura con la sua concentrazione. Poi guida il compagno di squadra, parole, numeri, in rapida sequenza. Il suo “Un po’ lenta” – e non polenta – è già diventato virale a pochi giorni dagli inizi di Giochi Invernali. Che stavolta, gioca sul ghiaccio di casa. Nata a Pieve di Cadore il 15 aprile 1999, ha legato la sua identità sportiva a Cortina d’Ampezzo. Qui cresce, si allena, si specializza. Inizia a giocare a curling a otto anni e, da giovanissima, entra nelle squadre locali.
All’inizio c’è la quotidianità: allenamenti, trasferte, gare seguite da pochi. Da incastrare con il lavoro part-time in un negozio. Poi il Bronzo agli Europei del 2019, l’oro di Pechino, i Mondiali in Canada e finalmente Cortina – dove sarà in gara anche con la squadra femminile – e la gioia un po’ temuta di “giocare” nel rumore del tifo. Lei abituata come Mosaner a gareggiare nel silenzio.
Nel tempo libero ama il tennis, la montagna e lo sci, spesso condivisi con il fidanzato, giocatore di hockey.Amos, esperienza e solidità
Amos Mosaner è nato a Trento il 12 marzo 1995, con radici in Val di Cembra. Il suo primo sport è stato il ciclismo, poi il passaggio al curling. In pista, visto da casa, sembra sempre sul punto di esplodere – e qualche volta nella memoria dei social è successo davvero! – in realtà è uno dei giocatori più lucidi del circuito.Porta in dote oro olimpico e mondiale nel doppio misto, bronzi mondiali a squadre e una carriera che lo ha visto anche al vertice del ranking internazionale. Cortina è in parte casa anche per lui, e in questi Giochi ha ricevuto un ulteriore riconoscimento simbolico: portabandiera dell’Italia.Alle Olimpiadi 2026 nel doppio misto
L’Italia campione olimpica in carica apre con un 8-4 alla Corea del Sud, poi arriva una scossa inattesa: Canada-Italia 7-2, che interrompe l’imbattibilità di Constantini-Mosaner nei grandi eventi (Olimpiadi 2022 e Mondiali 2025).
La sesta partita contro la Norvegia – rivincita della finale di Pechino – è finora il momento simbolo. L’Italia va sotto 3-5 dopo sei end. Sfrutta il power-play (vantaggio tattico scelto per attaccare) per rientrare e nell’ultimo end costruisce una chiusura ai limiti dell’impossibile: mano rubata, ossia un punto strappato in condizioni sfavorevoli. Finisce 6-5. È la quarta vittoria del torneo, che porta l’Italia al secondo posto in classifica, a pari merito con gli Stati Uniti, alle spalle dell’imbattuta Gran Bretagna. Nella stessa giornata è arrivata anche una sconfitta pesante con la Svezia (9-4), a conferma di un torneo apertissimo.
