“Del tema del minacce ibride, come sapete, io ne parlo da tre-quattro anni, quindi non c’è bisogno di un vertice oggi. È un lavoro che è stato fatto in questi anni e che deve proseguire e intensificarsi”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, arrivando al Senato per il Question time, rispondendo alla domanda se è previsto un vertice a Palazzo Chigi dopo gli allarmi bomba in volo.
“Mi pare che ormai ogni giorno, dai frigoriferi alle scorte di sangue in Francia, a questi finti allarmi, c’è qualcuno che ha l’interesse ad alimentare le tensioni. Noi abbiamo l’interesse invece a fare il contrario e garantire la sicurezza del Paese. Il lavoro è continuo, costante, riguarda tutti i settori dello Stato che devono occuparsene. La sicurezza per la sua parte, il comparto, la polizia e chiunque altro”.
“Si chiama ‘guerra sotto soglia’ perché è sotto la soglia di attribuzione. Viene fatta apposta in questo modo, perché nessuno possa attribuire a un colpevole”, ha spiegato il ministro rispondendo a chi gli chiedeva se si conosce chi ha organizzato gli allarmi bomba aerei di oggi. E ha continuato: “È la stessa cosa che vale per gli attacchi cyber. Sono al 99% sotto la soglia di attribuzione. Quindi tu lo subisci, devi difenderti, magari ti fa danni, ma nessuno può dimostrare che arriva da A, B o C. Uno può dubitare da dove può arrivare ed è una nuova minaccia a cui sono quattro anni che dico che in qualche modo dovremmo abituarci”.
Per Crosetto sono attacchi che “fanno parte di una strategia per aumentare il caos. Ieri ce ne sono stati, poi per fortuna ci sono rivelati tutti i falsi. È un esempio di come è facile, comunque, innescare problemi, innescare ansia e creare psicosi nei nostri paesi”. Infine alla domanda se crede ci siano legami tra gli attacchi ai supermercati italiani e agli ospedali in Francia, ha risposto: “E’ tutto legato: i frigoriferi, il sangue in Francia, i droni, gli aerei, le minacce. Viviamo in questo periodo”.
Sui caccia militari che si sono alzati in volo per scortare i voli colpiti dall’allarme bomba, il ministro ha spiegato che “è una procedura normale, partono tutte le volte che viene segnalato qualche volo con dei sospetti, come in questo caso”.
“Il nuovo pacchetto di aiuti a Kiev sarà discusso al Copasir la prossima settimana. Proporrò inoltre la possibilità di prolungare il meccanismo del decreto” anche per il prossimo anno, “che è stato scelto non dal governo Meloni” ha poi detto Crosetto rispondendo al question time al senatore Carlo Calenda, il quale gli chiedeva del prossimo decreto aiuti a Kiev malgrado la dichiarata contrarietà del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.
“C’è gente che pare esserselo dimenticato, il meccanismo è stato scelto e votato dal governo Draghi e praticamente da tutti i partiti dell’attuale minoranza e della maggioranza. Poi con i tempi si sono evolute le posizioni”, ma “se era giusto allora diventa difficile spiegare perché è ingiusto adesso”. “Per quanto mi riguarda il governo manterrà la linea che ha seguito in questi 4 anni”, ha chiarito Crosetto.
“Una delle cose che vorrei che qualcuno mi chiamasse a spiegare in Aula è che le cose previste nei decreti magari due-tre anni fa, magari non sono ancora arrivate. Ci sono due cose su cui la gente si confonde: una è quando si dice che mandiamo soldi. Noi non abbiamo mai mandato una lira in nessun decreto. Seconda cosa: molti dei materiali che vediamo nel decreto hanno necessità magari di essere ripristinati. Un giorno o l’altro, pur essendo nel segreto, dovremmo fare chiarezza sull’approvazione del decreto. Non è che il giorno dopo un decreto, arrivano gli aiuti. Io mi auguro che almeno quelli che servono, e cioè per difendersi da attacchi che colpiscono solo ormai le popolazioni civili, possano arrivare, ma non è facile”, ha evidenziato Crosetto parlando del prossimo decreto Ucraina a margine del question time.
“Coloro che pensano che un disimpegno dell’Italia in qualche modo potrebbe far finire la guerra, non capiscono che tutte le altre nazioni continuerebbero a mantenere la parola e continuerebbero aiutare e – inoltre – che la possibilità di conquistare l’Ucraina aumenterebbe la volontà russa di proseguire la guerra: è un ragionamento abbastanza semplice che ancora oggi condivido e condividiamo”, ha aggiunto.
“Noi rispetteremo i patti che abbiamo preso con i nostri alleati europei Nato, con il gruppo ucraino e con l’Ucraina”, ha ribadito Crosetto spiegando che “questo pacchetto è stato predisposto perché è cambiata profondamente la situazione sul terreno dell’Ucraina, che fino a poco tempo fa riusciva a fermare il 90% degli attacchi mentre adesso ne ferma il 10%, perché si è evoluta in modo esponenziale la tecnologia russa e la velocità dei nuovi shaed rende difficile spesso impossibile fermarli. Quindi è cambiata anche la richiesta dell’Ucraina”.
Crosetto ha anche detto che Kiev chiede “delle cose che non sono disponibili, per cui si è ridotta l’intensità dei pacchetti proprio perché, passando il tempo e avendo mandato aiuti, le cose che servivano realmente non c’erano più e sono state difficili da mandare”.
La ministra dell’Università Anna Maria Bernini, rispondendo in question time alle senatrici di Italia Viva Paita e Musolino, ha affermato che “non abbiamo modificato la legge Renzi sul ritorno dei cervelli, l’abbiamo modificata sul regime fiscale dei calciatori. Gli investimenti, iniziati dal 2023 cominciano a farsi vedere e si vedranno sempre più nei prossimi anni. Gli atenei hanno avuto aumenti non tagli: il fondo di finanziamento ordinario aumenta a 9,5miliardi e dal 2023 gli investimenti sulla ricerca sono stati poderosi, pari a 11 miliardi che abbiamo reso strutturali con un piano strutturale e bandi sicuri che avranno un loro inizio e una graduatoria il 30 settembre. Tutto questo renderà certa la ricerca, una programmazione che per la prima volta – in passato spesso a costo zero – lavora in anticipo. Abbiamo finanziato 230 progetti di ricerca con oltre 260 milioni e rafforzato sistema chiamate dirette, ben 1040, per 52 milioni poste in essere dagli atenei Abbiamo infine destinato in questa legge di bilancio altri 12 milioni per le chiamate dirette. La ricerca si rafforza investendo in strumenti e infrastrutture mentre in passato ci sono state solo riforme a costo zero”.
