La Russia taglia i fondi per l’oncologia, maggiore supporto alla difesa

Mentre il bilancio della difesa tocca livelli record, lo Stato taglia la lotta al cancro. Scendono i fondi per i farmaci e sempre più pazienti pagano medicinali che per legge dovrebbero essere gratuiti

Nel progetto di bilancio della Federazione Russa per il triennio 2027-2029 il finanziamento del progetto federale “Lotta contro le malattie oncologiche” si prevede di ridurlo da 44,9 miliardi a 3,87 miliardi di rubli nel 2027, cioè quasi di 12 volte. Per confronto, nel 2025 per questo programma erano stati stanziati 148,5 miliardi di rubli. Se questi piani saranno attuati, in due anni le spese federali per la lotta contro il cancro diminuiranno di circa 38 volte.Allo stesso tempo le autorità non abbandonano del tutto il progetto: nel 2028 il suo finanziamento dovrebbe aumentare a 5,76 miliardi di rubli e nel 2029 a 12,78 miliardi, ma queste cifre resteranno comunque ben al di sotto del livello attuale.

La riduzione avviene sullo sfondo dei tagli a una serie di programmi civili, tra cui lo sviluppo delle infrastrutture sanitarie e i progetti di sanità pubblica ed epidemiologia. Parallelamente, nel 2027 le spese per la difesa dovrebbero raggiungere 17,1 trilioni di rubli, circa il 35% di tutte le spese di bilancio.

Che cosa si taglia

Il progetto federale per la lotta contro le malattie oncologiche era uno degli elementi chiave della modernizzazione del sistema sanitario: grazie a questi fondi si acquistavano apparecchiature diagnostiche, si sviluppavano i centri oncologici e si finanziava la diagnosi precoce.Nel nuovo bilancio le risorse rimaste si prevede di destinarle soprattutto ad apparecchiature diagnostiche e radiologiche, riducendo al contempo il finanziamento dei reparti specializzati nelle città più piccole e nelle zone rurali. A risentirne maggiormente potrebbero essere le regioni dove l’accesso alle cure oncologiche è già oggi peggiore rispetto ai grandi centri federali.

Le autorità parlano di una redistribuzione dei fondi

La riduzione del finanziamento del progetto federale non significa automaticamente un calo di tutte le spese per la cura del cancro. Parte degli esperti e delle associazioni di pazienti ritiene che alcune voci di spesa possano essere state trasferite nel sistema di assicurazione sanitaria obbligatoria (OMS) e in altre sezioni del bilancio.

Tuttavia l’efficacia di questo schema dipenderà dal fatto che i nuovi meccanismi riescano o meno a compensare i fondi federali venuti meno. Restano inoltre i dubbi sulla stabilità del finanziamento: più il carico viene spostato sulle regioni e sul sistema OMS, più la qualità dell’assistenza oncologica dipende dalle possibilità finanziarie della singola regione della Federazione Russa.

I malati comprano da soli una confezione su sette

Mentre le autorità rivedono le priorità di bilancio, emergono nuovi dati su come oggi vengono forniti i farmaci ai pazienti oncologici russi. Secondo uno studio del “Movimento contro il cancro”, nel periodo 2019-2025 i russi hanno acquistato autonomamente circa una confezione su sei-sette di medicinali antitumorali.

Nel 2025 circa il 94% dei farmaci acquistati dai pazienti con i propri soldi rientrava nell’elenco dei medicinali essenziali e dovrebbe essere fornito gratuitamente. In un anno la spesa dei cittadini per i farmaci antitumorali è salita da 8,8 a 11,4 miliardi di rubli e il numero di confezioni comprate autonomamente è passato da 5 a 5,8 milioni.

Gli autori dello studio collegano questa dinamica non alla scelta di preparati più costosi, ma ai problemi di accesso alla copertura farmaceutica: la maggior parte degli acquisti autonomi riguarda i generici. Questo può indicare una carenza di finanziamenti e interruzioni nella fornitura ai pazienti dei medicinali necessari.

Perché i pazienti pagano per ciò che dovrebbe essere gratuito

Formalmente la legislazione russa garantisce ai malati oncologici la fornitura gratuita dei farmaci necessari. Tuttavia pazienti e medici da anni segnalano interruzioni nelle consegne, ritardi negli acquisti e mancanza di fondi nei bilanci regionali.

Di conseguenza molti malati sono costretti a scegliere tra l’attesa del farmaco necessario e il suo acquisto a proprie spese. La situazione è particolarmente grave nel caso dei moderni medicinali mirati e delle terapie immunologiche, il cui costo può raggiungere milioni di rubli l’anno.

Anche quando la terapia costosa è finanziata solo in parte dallo Stato, i pazienti spesso devono rivolgersi a fondazioni di beneficenza o cercare autonomamente il denaro per curarsi.Una sfida demografica

Tutto ciò appare particolarmente allarmante sullo sfondo dell’invecchiamento della popolazione e della crisi demografica.

Il cancro resta una delle principali cause di mortalità in Russia e le autorità per anni hanno definito la diagnosi precoce e l’accesso alle cure una priorità nazionale.

Proprio per questo era stato creato il vasto progetto oncologico, grazie al quale sono stati aperti nuovi centri e rinnovate le apparecchiature. Ora la domanda principale è se sarà possibile preservare questi risultati dopo il drastico taglio dei finanziamenti.

Che cosa succederà

Per il momento è prematuro parlare di un collasso immediato del sistema. Il grosso dei medicinali oncologici continua a essere acquistato attraverso il sistema OMS: così, nel 2025 gli acquisti statali hanno garantito l’approvvigionamento di 32,8 milioni di confezioni di farmaci per un totale di 336 miliardi di rubli.

Ma le statistiche mostrano che il carico sui pazienti sta già aumentando. Se alla riduzione dei programmi federali si accompagnerà un aumento dei casi in cui le persone devono pagare le cure di tasca propria, l’accesso all’assistenza medica potrebbe diventare ancora più diseguale. In questo scenario la lotta contro il cancro per molte famiglie russe rischia sempre più di trasformarsi non solo in una prova medica, ma anche in una prova finanziaria.

I soldi servono per la guerra

Oltre quattro anni di guerra in Ucraina si riflettono sempre più sulla struttura della spesa pubblica russa. Con l’aumento dei costi per l’esercito e l’industria della difesa, le risorse di bilancio vengono ridistribuite in modo sempre più deciso a favore delle esigenze militari.

Secondo il progetto di bilancio per il 2027, le spese per la difesa dovrebbero raggiungere 17,1 trilioni di rubli, pari a circa il 35% di tutte le spese federali, un livello record dai tempi del crollo dell’URSS. Su questo sfondo le autorità stanno tagliando il finanziamento di numerosi programmi civili, compresa la sanità, e in particolare l’assistenza oncologica.

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