Prof accoltellata a Roma, verifiche sui cellulari del 13enne: si cercano eventuali istigatori

Potrebbe essere stato arruolato da gruppi di matrice suprematista. La professoressa: “Lo perdono”. Oscurato il profilo social della docente per la pubblicazione di alcun post. Valditara: “Premierò lo studente che ha bloccato il 13enne”

Mentre il ragazzino di 13 anni che ha accoltellato l’insegnante Isabella Marsilio lo scorso 18 settembre rimane ancora ricoverato sotto controllo psichiatrico all’Umberto I di Roma, gli investigatori stanno lavorando sulla possibile pista di una ‘regia virtuale’ dietro il gesto che ha compiuto. 

La perquisizione e il sequestro dei device effettuati all’indomani dell’aggressione hanno portato alla luce diversi elementi da approfondire. “Guardate il tg dopo”, aveva scritto poco prima del fatto in una chat condivisa con altri. Il profilo del ragazzo, ora chiuso, contava sul ragguardevole numero, per la sua età, di 4.332 follower.

Analizzato anche il cellulare della madre del ragazzo, dove erano scaricate le carte di credito utilizzate dal giovane per comprare online i coltelli e altro materiale utilizzato nell’aggressione. Tutto è finalizzato alla ricostruzione della rete di contatti avuti dallo studente nelle ultime settimane

Il sospetto è che il ragazzino possa essere stato “avvicinato” via web da gruppi che operano online anche di matrice suprematista: nei soggetti più fragili, portano avanti un lavoro radicalizzazione che avviene sia sotto il profilo psicologico che su quello operativo. 

Dai racconti dei compagni emerge come il 13 enne passasse “molte ore davanti al pc” e fosse “appassionato di video crime, roba violenta”.  

Lo studente della scuola media Verga di Centocelle potrebbe essere stato insomma “arruolato” e potrebbe avere ricevuto indicazioni tecniche dettagliate su come portare a termine la sua azione contro la prof: quale tipo di coltelli acquistare, il gas urticante e consigli relativi all’utilizzo di Telegram.  In questo ambito chi indaga sta cercando di individuare i quattro che stavano seguendo online, su un profilo Telegram, la diretta dell’aggressione a Isabella Marsilio. 

La preparazione dell’aggressione in un video

Messaggero e Repubblica hanno pubblicato il video postato in chat dal ragazzo che si riprende nel bagno della scuola mentre si prepara: mette due coltelli nei pantaloni, indossa guanti verde militare, impugna lo spray urticante e inforca gli occhiali da soft air. Quindi lascia il bagno e percorre i corridoi della scuola diretto verso la classe: lì la professoressa è seduta alla cattedra durante la lezione. Il filmato mostra il tredicenne che si avvicina alla docente e la colpisce al fianco sinistro. 

Anche se l’età del ragazzino lo rende non imputabile, verrà aperto un fascicolo per lesioni e parallelamente verrà avviata la procedura per l’accesso alle misure rieducative. I magistrati dovranno valutare quale misura applicare anche in base alla documentazione che arriverà dall’ospedale dove il ragazzo -figlio unico – è ricoverato. Una decisione che dovrà essere modulata: tra le ipotesi anche l’affidamento ai servizi sociali o il collocamento temporaneo in una comunità.

La chiusura del profilo social della professoressa

Intanto è tornata a casa Isabella Marsilio, la docente accoltellata.

“Sta bene, ma è sotto shock”, conferma il figlio: “Ha ricevuto tre coltellate all’altezza del fianco. È un miracolo che i colpi non abbiano colpito organi interni”. 

La professoressa ha dovuto nelle ultime ore rendere irraggiungibile il suo profilo Fb, preso di mira da centinaia di commenti critici per le sue idee di estrema destra.

Cosa è avvenuto

L’aggressione è avvenuta venerdì mattina in una scuola media, la Giovanni Verga, della periferia est di Roma in zona Centocelle. Uno studente 13enne ha aggredito la professoressa: dopo averle spruzzato sul volto dello spray urticante, l’ha ferita con un coltello.

Il ragazzo di 13 anni aveva con sé anche un cellulare collegato a Telegram e avrebbe tentato di filmare la scena attraverso una videochiamata in diretta

A fermare l’aggressione è stato un suo compagno di scuola di origini congolese.

A raccontarlo sono alcuni studenti fuori dalla scuola. “Era un ragazzo bravo, ma prendeva sempre note”, raccontano ancora gli studenti che affermano anche che il giovane avrebbe anticipato ai compagni il gesto. 

L’allarme è scattato intorno alle 9.30. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione Roma Centocelle, dopo una chiamata al 112, e il personale del 118.

Il tentativo di riprendere l’aggressione attraverso una videochiamata in diretta è uno degli elementi che gli investigatori stanno verificando e sarebbe stato, come detto, un compagno di scuola, a fermare il ragazzo.

Restano da chiarire la dinamica dell’aggressione e le ragioni del gesto. Al momento non risultano elementi ufficiali che consentano di stabilire un movente e gli accertamenti chiariranno anche se vi fossero contrasti tra l’aggressore e la docente.

I carabinieri stanno inoltre accertando come il tredicenne sia riuscito a introdurre nella scuola il coltello e lo spray urticante.Prof accoltellata: “Gli voglio bene e vorrei abbracciarlo”

Gli voglio bene e mi dispiace enormemente di aver compreso adesso quanto forte e profondo fosse il suo malessere. Mi dispiace tantissimo se lui ha scambiato i miei insegnamenti per accuse o punizioni”. Così Isabella Marsilio in un’intervista a “La Repubblica, su cosa vorrebbe dire al giovane.

Meno incline al perdono il marito: “Spero mettano in galera lui e i genitori, ha affermato fuori dall’ospedale.

Anche se non l’ho mai punito. Ha covato una grande rabbia dentro di sé nei miei confronti, provo un grandissimo dispiacere per il suo malessere“, afferma la docente, aggiungendo di volerlo incontrare “per abbracciarlo“. 

Il racconto dell’insegnante

In merito all’accaduto l’insegnante racconta com’è andata: “Ho avuto paura di morire. Lui mi accoltellava e stava in silenzio”.

Erano le 9,20. Senza bussare vedo entrare il mio alunno – racconta la professoressa -. L’ho guardato ma non ho fatto in tempo a rendermi conto. Indossava un casco da ciclista e un paio di occhiali con telecamera. Nella mano sinistra teneva una bomboletta di spray al peperoncino che mi ha spruzzato in faccia. Poi mi ha colpita con un pugnale che aveva una lama di almeno 20 centimetri. Non ha mai detto parola. Niente. Né prima, né dopo”.
Sul 13enne che ha compiuto il gesto ha sottolineato: “L’anno scorso aveva dato segnali di malessere interiore – ha precisato -. E’ figlio unico, i genitori vivono per lui. C’erano alcuni comportamenti che lasciavano pensare. In tante occasioni manifestava un senso di rabbia, fastidio, superiorità, anche nei confronti dei compagni. Era molto inquieto“.

Lo studente congolese residente in casa famiglia che ha fermato il 13enne

È stata soccorsa ‘‘subito, da un meraviglioso studente che lo ha  bloccato”. Rispetto ad alcuni post a favore della remigrazione, pubblicati sui social dalla professoressa, e sul fatto che il giovane che l’ha salvata sia di origine congolese, la prof risponde: “Non c’è nulla di incongruente tra un’idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano”. Quindi la pensa sempre allo stesso modo sulla remigrazione? “Certo – afferma Marsilio -. Il mio studente del Congo ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia. Diverso è per chi viene qui e delinquere”

Valditara: “Premierò lo studente che ha bloccato il 13enne, gesto molto bello lo inviterò al ministero”

Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, premierà lo studente di origini congolesi che venerdì mattina è intervenuto bloccando un suo compagno di classe che stava aggredendo a coltellate una docente di una scuola media di Roma. E’ quanto ha rivelato il ministro parlando a margine di un raduno della Lega a Pontida. “Lo inviterò al Ministero e lo premieremo – ha detto Valditara -. Apprezzo questo gesto molto bello che sta a testimoniare come ci si può comportare con civismo indipendentemente da dove si è nati“.I genitori dopo aggressione a prof: “Abbiamo paura per i nostri figli”

C’è sconcerto tra i genitori all’esterno della scuola media ‘”Giovanni Verga” di Roma. “Questa è sempre stata una scuola eccezionale. Non sappiamo cosa stia succedendo a questi ragazzi. Abbiamo paura per i nostri figli e vogliamo più sicurezza e più controlli”, ha detto la mamma di una studentessa della scuola. 

Gli studenti: “Voleva imitare giovane Trescore, arrabbiato per debito”

La “rabbia” per un debito ritenuto ingiusto, rabbia che il 13enne ha deciso sfogare emulando l’accoltellamento della professoressa di Trescore Balneario. A raccontarlo sono alcuni studenti fuori dalla scuola.

rainews.it

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