Drone entra in Lituania, due Eurofighter italiani decollano d’urgenza

Due Eurofighter italiani sono decollati d’urgenza dopo l’ingresso di un drone nello spazio aereo lituano. Vilnius: “La NATO è vigile”

Caccia italiani in volo nella notte sulla Lituania. Due Eurofighter dell’Aeronautica Militare sono decollati d’urgenza dopo che un drone ha violato lo spazio aereo lituano, nell’ambito della missione Nato di difesa aerea sul fianco orientale dell’Alleanza.L’ordine di decollo, definito in gergo militare scramble, viene impartito quando è necessario far decollare rapidamente i caccia per identificare o intercettare un possibile intruso o una potenziale minaccia.

I due F-2000 della Task Force Air “Baltic Thunder III” hanno intercettato il velivolo senza pilota e lo hanno neutralizzato, secondo le procedure operative previste dalla Nato. Lo ha comunicato oggi il ministero della Difesa italiano.

È il secondo episodio nell’arco di un mese che coinvolge i caccia italiani impegnati nella missione Nato nei Paesi baltici, incaricata di contribuire alla sorveglianza e alla sicurezza dello spazio aereo dell’Alleanza sul suo fianco orientale.Gli italiani sul fianco orientale

La presenza dei militari italiani sul fianco orientale della Nato è “fondamentale” per la sicurezza collettiva. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, commentando l’intervento dei due Eurofighter.

“È anche per episodi come questo che la presenza dei nostri militari sul Fianco Est è fondamentale, a garanzia della sicurezza collettiva”, ha dichiarato Crosetto. “Oggi sarò lì al loro fianco per portare la vicinanza del Governo e dell’Italia e ringraziarli, a nome degli italiani, del prezioso lavoro che svolgono”, ha aggiunto.Secondo il ministero della Difesa, gli equipaggi italiani hanno intercettato e neutralizzato il drone nel rispetto delle procedure operative previste dalla Nato.

La visita di Crosetto sul fianco orientale dell’Alleanza prosegue oggi dopo la tappa di ieri in Bulgaria. Il ministro sarà in Polonia, Lettonia e Lituania, dove sono previsti incontri istituzionali e visite ai contingenti italiani.

“La NATO è vigile” dice la Lituania

“La NATO è ‘vigile, determinata e pronta’”, ha dichiarato martedì il ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys, dopo che un caccia alleato ha distrutto un drone entrato nello spazio aereo del Paese dalla Bielorussia, l’ultimo di una serie di incursioni aeree che mettono alla prova il confine orientale dell’alleanza con la Russia.

Budrys ha attribuito l’intercettazione alla solidità della difesa collettiva, ringraziando gli alleati la cui presenza aerea, ha detto, protegge i cieli baltici e rafforza la sicurezza regionale.

Ma il messaggio va oltre Vilnius: con la guerra della Russia contro l’Ucraina che continua, i membri orientali dell’alleanza considerano sempre più le violazioni dello spazio aereo, intenzionali o meno, come test della determinazione della NATO. La risposta di martedì è stata presentata come la prova che il sistema funziona.

Il presidente Gitanas Nauseda ha confermato l’incidente sui social media, affermando che il drone era stato distrutto.

“Un drone appena entrato nello spazio aereo lituano è stato distrutto da caccia della NATO”, ha scritto Gitanas Nauseda in un post su X.”Con la Russia che intensifica la sua aggressione contro l’Ucraina, un livello di prontezza come questo è vitale per la nostra regione”, ha aggiunto.

Il Centro nazionale di gestione delle crisi della Lituania ha dichiarato che il drone aveva attraversato il confine dalla Bielorussia, aveva sorvolato le zone di Lentvaris e Trakai dirigendosi verso ovest ed era caduto in un’area rurale vicino al villaggio di Pratkūnai, nella contea di Kaunas. È la prima volta che un drone viene abbattuto sopra il territorio lituano.

Mosca non ha commentato l’incidente.

L’episodio non è isolato. Poche ore dopo, la Polonia ha annunciato di aver avviato proprie “operazioni aeree”, citando droni russi a reazione che colpivano il territorio ucraino vicino ai suoi confini.

Varsavia ha descritto le misure come preventive, pensate per mettere in sicurezza lo spazio aereo nelle regioni adiacenti al conflitto, un segnale che la vigilanza si sta estendendo ben oltre gli Stati baltici.

Mettere alla prova la fragile tregua sugli impianti energetici

Lituania, Lettonia ed Estonia hanno segnalato ripetute incursioni di droni dall’inizio, nel 2022, dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia. Le intercettazioni da parte di aerei della NATO restano però abbastanza rare da attirare l’attenzione.

La missione di polizia aerea dell’alleanza ha abbattuto a maggio un drone ucraino che aveva sconfinato nello spazio aereo estone: è stata la prima intercettazione di questo tipo dall’inizio della guerra.

Funzionari europei hanno inoltre segnalato che la Russia devia droni ucraini diretti contro impianti industriali e petroliferi nei pressi di San Pietroburgo, sul Golfo di Finlandia.

L’incursione arriva in un momento diplomatico delicato. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Kiev è pronta a compiere “passi di de-escalation” se Mosca farà altrettanto, dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che le due parti hanno concordato di sospendere gli attacchi contro le rispettive infrastrutture energetiche.

Nonostante ciò, i combattimenti sono proseguiti durante la notte: le forze ucraine hanno colpito obiettivi militari russi nel territorio di Krasnodar, mentre la Russia ha lanciato 102 droni contro l’Ucraina.

L’episodio si inserisce anche in un più ampio cambiamento della politica lituana. Da quando, in luglio, Nauseda ha dichiarato di voler il Paese coinvolto nella deterrenza nucleare occidentale contro Mosca, la Lituania ha avviato il processo di revocare il divieto costituzionale di ospitare armi nucleari, una mossa destinata ad attirare nuova attenzione nelle capitali europee, mentre si intensifica il dibattito sulla deterrenza del continente.

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