Le forze ucraine hanno ripreso gli attacchi contro Wildberries, il più grande rivenditore online russo, a Kotovsk, nella regione di Tambov (Russia occidentale).
Lo riferisce Kyiv Independent citando il canale di monitoraggio Exilenova Plus. Il sito è stato completamente distrutto da un incendio. Secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore ucraino, le forze ucraine avevano già preso di mira Wildberries il 16 agosto, colpendo il più grande centro logistico dell’azienda in un attacco su vasta scala nella regione di Mosca.
Nell’incendio divampato dopo l’attacco un dipendente è rimasto ferito, secondo quanto riferisce la Tass, che cita il governatore Yevgeny Pervyshov. “Secondo le informazioni preliminari, un dipendente di Wildberries è rimasto ferito, avendo subito una commozione cerebrale a causa dell’onda d’urto” ha scritto il governatore in un post sul canale Max. (Un uomo e un ragazzo di 14 anni sono morti invece in un incendio divampato in una casa nella regione di Lipeck, causato da un attacco di un drone ucraino, secondo quanto riportato dal governatore Igor Artamonov. Lo riferiscono le agenzie russe Tass e Ria Novosti.
“Nel distretto di Lipeck, un’abitazione privata ha preso fuoco in seguito allo schianto di un drone. Purtroppo, due persone sono morte: un uomo e un ragazzo di 14 anni”, ha scritto il governatore sulla piattaforma Max. Anche due donne, ha aggiunto Artamonov, sono rimaste ferite e stanno ricevendo tutta l’assistenza necessaria.
Nella notte è scoppiato un incendio anche presso la raffineria di petrolio russa Norsi a Kstovo, nell’oblast’ di Nizhny Novgorod, a seguito di segnalazioni di un attacco con droni. A riportarlo, scrive il Kyiv Independent, sono canali Telegram locali e filmati pubblicati online.
La raffineria Lukoil è uno dei più importanti impianti di lavorazione del petrolio e produzione di benzina in Russia. Prima che emergessero le notizie dell’incendio, i residenti della zona di Kstovo avevano segnalato un allarme aereo e la presenza di droni in volo. Poco dopo, i canali di monitoraggio hanno iniziato a pubblicare foto e video di residenti che mostravano le fiamme avvolgere la raffineria. Kstovo si trova a circa 800 chilometri dal confine ucraino.
La Norsi, o raffineria Lukoil-Nizhegorodorgsintez, è la quarta raffineria di petrolio e il secondo produttore di benzina più grande della Russia, con una lavorazione annua di circa 15-17 milioni di tonnellate di greggio. Produce anche bitume, gasolio e carburante per aviazione, utilizzati a supporto delle forze russe. L’Ucraina ha colpito ripetutamente la raffineria nel 2026, inclusi attacchi il 5 aprile, il 20 maggio, il 24 giugno e il 2 luglio. Alcuni di questi attacchi hanno costretto alla chiusura di alcune unità produttive.
Tensione anche fra Russia e Cora del Sud. Diversi aerei militari russi sono entrati infatti brevemente nella zona di identificazione della difesa aerea della Corea del Sud (Kadiz), sopra le acque orientali del Paese, prima di uscirne. L’episodio ha spinto le forze armate sudcoreane a far decollare alcuni caccia, secondo quanto riferito dallo Stato maggiore congiunto (Jcs), citato da Yonhap.
Gli aerei militari russi sono entrati nella Kadiz ieri pomeriggio, nei pressi delle isole Dokdo, le più orientali della Corea del Sud, e della vicina isola di Ulleung, per poi allontanarsi dalla zona di identificazione, ha riferito il Jcs in una nota.
“Le forze armate sudcoreane hanno rilevato gli aerei militari russi prima che entrassero nella zona di identificazione della difesa aerea e hanno dispiegato caccia dell’Aeronautica militare per prepararsi a possibili emergenze”, ha affermato il Jcs. Gli aerei russi, ha aggiunto lo Stato maggiore, non hanno violato lo spazio aereo sudcoreano.
La Kadiz non costituisce spazio aereo territoriale, ma è una zona delimitata per chiedere agli aerei stranieri di identificarsi e prevenire possibili scontri accidentali. Si tratta dell’ultimo episodio di questo tipo dopo che, alla fine di giugno, quasi dieci aerei militari cinesi e russi erano entrati e usciti brevemente dalla Kadiz sopra le acque orientali e meridionali della Corea del Sud. In quell’occasione, il ministero della Difesa di Seul aveva presentato una forte protesta a Cina e Russia per l’ingresso non autorizzato nella zona.
