Il videomessaggio arriva a poche ore dalla nomina di Yevhen Khmara a ministro della Difesa. Secondo la Costituzione ucraina non si può votare sotto la legge marziale. La richiesta di elezioni mostra le ambizioni politiche del popolare ex ministro Mykhailo Fedorov
L’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha invocato lo svolgimento di elezioni in tempo di guerra poche ore dopo che il presidente Volodymyr Zelensky aveva nominato formalmente Yevhen Khmara suo successore permanente alla guida del ministero, chiudendo di fatto la porta a un ritorno di Fedorov nel governo.In un video intitolato Messaggio di Mykhailo Fedorov al popolo ucraino, diffuso a un mese dal suo licenziamento che aveva scatenato proteste in tutto il Paese, Fedorov ha affermato che l’Ucraina deve trovare un modo per ripristinare le elezioni nonostante la guerra in corso contro l’invasione russa su larga scala.
“Non dobbiamo permettere che sia Putin a decidere quando gli ucraini possono scegliere il loro governo”, ha detto.
“La democrazia non è un lusso da tempo di pace. La democrazia fa parte di ciò per cui stiamo combattendo oggi”.
L’intervento di Fedorov è arrivato dopo la nomina da parte di Zelensky di Yevhen Khmara, ministro della Difesa ad interim ed ex capo dei servizi di sicurezza ucraini (SBU), a titolare permanente del dicastero.
Mossa che sembra mettere fine a settimane di incertezza sul futuro di Fedorov.Dopo il suo licenziamento, Zelensky gli aveva offerto diversi incarichi di vertice nel governo, tra cui ruoli di vice primo ministro. Ma Fedorov li aveva rifiutati, insistendo che sarebbe tornato solo per guidare ancora il ministero della Difesa.
La nomina di Khmara ha escluso questa possibilità. Le dichiarazioni di Fedorov, diffuse più tardi martedì, hanno spostato l’attenzione dalla disputa sul suo ex incarico a questioni più ampie: elezioni, responsabilità politica ed esercizio del potere in tempo di guerra.
La decisione di rivolgersi agli ucraini sui social media con un discorso politico e di concentrarsi su temi che vanno ben oltre il suo precedente portafoglio ministeriale ha già alimentato le speculazioni sulle ambizioni politiche di uno degli ex ministri più popolari del Paese.
Fedorov in precedenza non aveva mai chiesto di votare durante la guerra.
Lo ha fatto solo dopo che la nomina di Khmara ha reso chiaro che non sarebbe tornato alla guida del ministero della Difesa.In Ucraina non si tengono elezioni nazionali da quando la Russia ha lanciato la sua invasione su larga scala, nel febbraio 2022.
Secondo la Costituzione ucraina, non si può votare sotto la legge marziale, mentre organizzare elezioni in piena guerra porrebbe enormi problemi di sicurezza e logistici, a partire da come permettere di votare alle truppe, ai milioni di ucraini all’estero e alle persone che vivono nelle zone di fronte.
Fedorov non ha chiesto un voto immediato né ha indicato una scadenza. Ha sostenuto però che l’Ucraina dovrebbe elaborare un meccanismo per tenere elezioni anche durante la guerra, dando ai cittadini la possibilità di valutare il bilancio di chi è al potere e decidere se gode ancora della loro fiducia.
La democrazia, ha affermato, “non può semplicemente essere rinviata” fino alla fine della guerra.L’ex ministro ha inoltre collegato la responsabilità politica alla conduzione della guerra, criticando corruzione e inefficienze burocratiche e avvertendo che una gestione fallimentare del denaro pubblico potrebbe alla fine costare vite umane, se le risorse destinate alla difesa venissero dirottate altrove.
“Il potere deve significare responsabilità“, ha detto Fedorov, sostenendo che i funzionari cui sono affidati autorità, fondi pubblici o incarichi di governo dovrebbero essere obbligati a rendere conto dei risultati ottenuti.
Ha chiesto anche maggiore trasparenza da parte delle autorità, sottolineando che la fiducia straordinaria riposta nel governo dall’inizio dell’invasione russa non dà ai funzionari il diritto di agire senza spiegare le loro decisioni.
“Le persone non pretendono che lo Stato non sbagli mai”, ha detto Fedorov. “Ma hanno diritto alla verità“.
Chi è il nuovo ministro della Difesa ucraino
L’intervento di Fedorov riporta in primo piano la delicata questione delle elezioni, proprio mentre Zelensky cerca di porre fine a un mese di turbolenze al ministero della Difesa.
Khmara, la cui nomina deve essere approvata dal Parlamento, è un veterano dei servizi di sicurezza ucraini che in passato ha comandato il centro operazioni speciali Alpha dell’SBU.Ha partecipato all’operazione del 2022 per riconquistare l’Isola dei Serpenti e successivamente ha guidato la campagna di attacchi con droni a lungo raggio dell’Ucraina contro la Russia. È diventato capo ad interim dell’SBU nel gennaio 2026, dopo le dimissioni di Vasyl Maliuk.
Fedorov non ha criticato pubblicamente Khmara e sembra essersi adoperato per un passaggio di consegne senza scosse al suo successore. In un’intervista del 6 agosto ha raccontato di aver illustrato personalmente a Khmara un dettagliato “piano di guerra”.
“È stata la prima cosa che ho fatto, gliel’ho mostrato personalmente”, ha detto Fedorov. Ha aggiunto di aver spiegato come il piano si traducesse in approvvigionamenti e sviluppo, scomponendo la strategia complessiva in centinaia di progetti singoli, dalla produzione di armamenti al loro finanziamento.
Qual è il futuro del popolare ex ministro della Difesa ucraino Fedorov
Ma la decisione di Fedorov di rivolgersi direttamente agli ucraini su elezioni, fiducia pubblica e responsabilità del governo suggerisce che la sua uscita dal governo possa segnare l’inizio di un diverso ruolo politico, più che un ritiro dalla vita pubblica.
Uno scenario che contrasta con il modo in cui Fedorov descriveva il proprio futuro solo poche settimane fa. In un’intervista a Ukrainska Pravda, a fine luglio, aveva detto di non vedersi come un politico e di sentirsi a disagio a parlare di eventuali ambizioni politiche.
“Onestamente, non mi vedo come un politico”, ha detto Fedorov. “Io sono, in fin dei conti, un manager che costruisce sistemi complessi, li gestisce e ne vede i risultati”.
All’epoca aveva affermato che avrebbe continuato a costruire sistemi in grado di aiutare l’Ucraina a porre fine alla guerra, ma che avrebbe deciso cosa fare dopo solo quando il tumulto legato alla sua uscita dal governo fosse giunto, come l’aveva definito, a una “conclusione logica“.
“Dopo di ciò, capirò chiaramente cosa farò e dove andrò“, ha detto.
