Nel primo semestre dell’anno la delittuosità generale scende del 10%. In crescita le espulsioni per sicurezza nazionale e le domande di protezione internazionale esaminate
Il dossier annuale del Viminale relativo al primo semestre del 2026 restituisce un quadro complessivo caratterizzato dalla costante flessione della delittuosità in Italia, accompagnata da un rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo sul territorio nazionale. Sulla base dei dati diffusi dal Ministero dell’Interno e presentati dal titolare del dicastero Matteo Piantedosi, il Paese si conferma come uno dei contesti più sicuri al mondo, grazie a un impegno mirato che abbraccia diversi fronti, dalla sicurezza urbana al contrasto al terrorismo e alla criminalità organizzata.
Entrando nel dettaglio dei numeri, la delittuosità generale nei primi sei mesi dell’anno ha fatto registrare una contrazione del 10%, passando dai 1.186.268 reati dello stesso periodo del 2025 ai 1.068.240 del 2026. Una flessione che interessa trasversalmente le principali fattispecie criminose: gli omicidi volontari calano del 15,3% (138 casi), i furti diminuiscono dell’11,4% (437.800 episodi) e le rapine scendono del 12,3%. Un dato di particolare rilievo riguarda la diminuzione dei femminicidi e degli omicidi con vittime di sesso femminile, attestatisi a quota 34 con una riduzione del 37%. Sul fronte del contrasto alla violenza di genere, crescono del 10,7% gli ammonimenti del questore, spinti in particolare dall’aumento dei provvedimenti per violenza domestica.
Parallelamente alla diminuzione dei reati tradizionali, il report evidenzia importanti risultati nell’ambito della sicurezza nazionale e della prevenzione antiterrorismo. Tra l’ottobre del 2022 e la fine di giugno del 2026 sono stati complessivamente rimpatriati 254 soggetti ritenuti pericolosi, tra radicalizzati ed estremisti, con un’accelerazione registrata proprio nel primo semestre del 2026. Significativi anche i dati relativi al controllo delle infrastrutture critiche, dove si rileva una diminuzione dei cyberattacchi, e all’attività di sgombero delle occupazioni abusive di edilizia residenziale pubblica, che ha visto liberare oltre seimila alloggi nel corso del quadriennio di riferimento.
Anche la gestione delle aree urbane sensibili e dei nodi di scambio ha beneficiato di un presidio rafforzato, in particolare nelle stazioni ferroviarie, dove i controlli straordinari hanno permesso di identificare milioni di persone e di incrementare il sequestro di sostanze stupefacenti e armi. Sul versante dell’immigrazione e delle frontiere, il dossier registra un aumento del 47% delle domande di protezione internazionale esaminate e una costante attività di monitoraggio lungo i confini terrestri, a conferma di un approccio strutturato volto a coniugare la tutela dell’ordine pubblico con la legalità e la sicurezza dei cittadini.
